Trasferimento definitivo di otturatore dalla Germania

Vorrei sapere se è possibile trasferire un otturatore di un Carl Gustaf M96 del 1940 dalla Germania in Italia, trattasi di parte che non ha segni di banco di prova e reca solo gli ultimi 3 numeri di matricola sul pomello; come fare l’accordo preventivo? Specifico che sono titolare di porto d'armi sportivo.

Risposta a cura dell'Avv. Adele Morelli

L'otturatore è parte essenziale d'arma (art. 1bis, lett. c), D.Lgs.vo n. 527/1992, che ha recepito la Direttiva CE 477/1991) e come tale allo stesso si deve applicare la disciplina relativa alle armi comuni. Il trasferimento definitivo del medesimo dalla Germania in Italia, come indicato nel quesito, è possibile con la richiesta alla propria Questura (ed ottenimento) dell'accordo preventivo, essendo l'interessato titolare di porto d'armi; tuttavia, problematiche potrebbero sorgere per il fatto che tale parte di arma non reca il numero di matricola, per cui discrezionalmente la Questura competente a ricevere la richiesta di accordo preventivo al trasferimento definitivo potrebbe rifiutarne il rilascio, giustificando che tale parte di arma non è sufficientemente identificata. Ciò sta ad indicare che, sebbene la parte in oggetto legittimamente può anche non recare il numero di matricola, come nel caso in esame, poiché il numero di matricola, che è uno dei segni distintivi ed identificativi delle armi, può essere apposto dal fabbricante, a sua scelta, sull'otturatore oppure sulla canna o sulla camera o sul fusto o sul castello o sulla carcassa (art. 11, comma 1, L. n. 110/1975), potrebbe tuttavia esservi la possibilità che l'autorità di Pubblica Sicurezza possa non autorizzarne il trasferimento. Nessun problema si pone invece per l'assenza sull'otturatore delle punzonature di prova, poiché la presenza delle stesse si rende necessaria solo nel caso di trasferimento o importazione di un'arma e non nel caso di trasferimento o importazione di parte essenziale d'arma.

Qualora si riuscirà ad ottenere l'accordo preventivo al trasferimento, l'otturatore, una volta giunto in Italia, non dovrà essere oggetto né di prove di pressione al Banco Nazionale di Prova né di apposizione di punzonature o altri segni distintivi, poichè tali operazioni sono previste solo nel caso di trasferimento o importazione di armi (artt. 11 e 13 L. n. 110/1975) e non delle parti essenziali d'arma; sarà invece necessario, non appena giunto al luogo di detenzione (entro e non oltre le 72 ore, art. 38 TULPS), effettuare la denuncia di detenzione dello stesso presso il locale ufficio di pubblica sicurezza o locale comando dei Carabinieri. 

La procedura relativa all'accordo preventivo consta delle seguenti fasi (si specifica che l'accordo preventivo con autorizzazione al trasferimento dovrà essere conseguito prima di recarsi in Germania a prendere l'otturatore):

  • il soggetto interessato deve inoltrare personalmente presso la propria questura di residenza una richiesta di accordo preventivo (è l’accordo preventivo al trasferimento, art. 7, co. 2, Dir. CEE 477/1991, artt. 5 e 8 D.Lgs.vo n. 527/1992 e art. 5 D.M. n. 635/1996) indicando i propri dati anagrafici e licenze, i dati del cedente con le licenze e il paese UE da cui partirà il trasferimento, tutti i dati identificativi dell’otturatore, indicare il mezzo di trasferimento, la data di partenza e la data prevista per l’arrivo, il tragitto che verrà effettuato ed il valico d’ingresso in Italia; l’accordo preventivo viene rilasciato nei successivi 90 giorni, in esso è indicata la durata della sua validità;
  • l’accordo preventivo così ottenuto deve essere presentato (solitamente da parte del venditore) all’autorità pubblica tedesca competente in materia, avanzando altra richiesta di accordo preventivo, la predetta autorità provvederà rilasciando l’autorizzazione al trasferimento (art. 11, co. 2, Dir. CEE 477/1991), la quale autorizzazione seguiràl'otturatore fino al suo arrivo al luogo di detenzione in Italia;
  • giunto in Italia, come già indicato, il suo possessore dovrà effettuare denuncia di detenzione entro e non oltre le successive 72 ore.

Poichè l'otturatore, come sopra detto, è parte essenziale d'arma, lo stesso dovrà essere custodito con tutte le dovute diligenze e precauzioni qualificate che si richiedono per la custodia delle armi in genere (a titolo esemplificativo, lo stesso non potrà essere utilizzato come suppellettile o posto in condizioni di disponibilità immediata, ma andrà custodito in un armadio chiuso a chiave piuttosto che in un luogo non facilmente accessibile a terzi, etc., artt. 20 e 20bis L. n. 110/1975).

Qualora il possessore volesse far uso dell'otturatore, ossia decidesse di volerlo montare su un'arma, non potrebbe assolutamente provvedervi da sè (commetterebbe il reato di fabbricazione illegale di arma, punito dagli artt. 2 e 7 L. n. 895/1967), ma dovrebbe rivolgersi a soggetto munito di apposita licenza di fabbricazione o assemblaggio o riparazione, il quale, una volta montato l'otturatore sull'arma, dovrebbe inviare la stessa al Banco Nzionale di Prova per l'effettuazione delle prove di pressione ed apposizione di relative punzonature (art. 1, L. n. 186/1960).

Infine, per agevolare l'ottenimento dell'accordo preventivo al trasferimento da parte della propria Questura, si suggerisce di verificare presso il cedente/venditore tedesco se, secondo la normativa tedesca in materia di armi, vi sia la possibilità di far apporre un numero di matricola sull'otturatore in esame, così da poter indicare in maniera certa e definita lo stesso nella richiesta di accordo preventivo.

Avv. Adele Morelli

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