Arma ritirata in Italia personalmente dal cliente Extra Cee.

Un cliente Extra CEE (importatore) vuole venire a ritirare delle armi direttamente in sede in Italia con un suo corriere. È possibile una procedura di questo tipo, E se sì, quali elementi sono necessari per l’effettuazione del trasporto? Fin dove arriva la responsabilità della ditta italiana (che quindi è l’esportatore) che gli sta vendendo l’arma con consegna in Italia?

Risposta a cura dell’Avv. Adele Morelli

Nella prassi non è infrequente che si verifichino procedure di questo tipo (cliente non italiano, munito di tutti i titoli necessari – licenza di importazione o accordo preventivo- viene a ritirare l’arma personalmente in Italia), che le Questure autorizzano, poiché consentito dalla legge che anche il privato possa effettuare la movimentazione (art. 11 Dir. CEE 477/1991 recepito dall’art. 8 del D.Lgs. n. 527/1992, art. 2, comma 1, n. 8) e art. 7 Reg. UE 258/2012, art. 1, comma 2, D.M. 14 settembre 2016).

Nel caso di specie vanno scissi i due seguenti aspetti:

dal punto di vista della normativa di pubblica sicurezza: in questi casi è bene far indicare espressamente sia al cliente nella sua richiesta di licenza di importazione (e quindi poi è bene che venga indicato anche nella sua licenza di importazione) sia all’azienda italiana nella sua richiesta di licenza di esportazione, che LA MOVIMENTAZIONE DELL’ARMA È CURATA PERSONALMENTE DALL’ACQUIRENTE che si recherà con corriere da questi indicato in ……., in questo modo mettiamo al corrente sin da subito la Questura circa le modalità di movimentazione e se la Questura nulla eccepisce in merito e poi riporta la dicitura nella licenza di esportazione, vuol dire che siamo autorizzati a farlo e che per l’ufficio dal punto di vista delle responsabilità in materia di pubblica sicurezza non vi è alcun problema;

dal punto di vista contrattuale: in questi casi si esporta con la clausola EXW - EX WORKS cioè FRANCO FABBRICA, per cui oneri ed inconvenienti ricadono sull’acquirente.


Avv. Adele Morelli

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