Trasferire le armi con PdA scaduto. Niente marca da bollo per l'ATA

Un titolare di licenza di porto d'armi che sia caccia o tiro al volo scaduta di validità, che voglia trasferire le armi regolarmente dichiarate da un luogo dove le detiene ad un altro luogo, deve chiedere un’autorizzazione alla Questura per il trasferimento? Se sì, c’è bisogno di una marca da bollo? Che altri adempimenti deve compiere?

Risposta A cura dell’Avv. Adele Morelli

Un porto d’armi scaduto, di qualsiasi tipologia esso sia, è, ovviamente, titolo privo di alcuna validità o efficacia, pertanto, per poter trasportare le armi, in questo caso per trasferirle da un luogo di detenzione ad un altro, è necessario che il detentore effettui l’Avviso Trasporto Armi (ATA) al Questore, come previsto dall’art. 34, comma 2 TULPS, e art. 50 Reg. TULPS (si veda anche Circ. Min. Int. nr.559/C-3159-10100(1) del 14.02.1998 sul “Trasporto delle armi comuni da sparo”). Si tratta di una sorta di comunicazione scritta, da fare con deposito cartaceo all’ufficio (spesso gli uffici hanno dei moduli prestampati per l’ATA), con cui l’istante (che indicherà i propri dati anagrafici) dà avviso al Questore della provincia di partenza (in questo caso ove le armi sono detenute) della necessità di trasportare X nr. di armi da un determinato luogo ad un altro, specificando tutti i dati delle armi, il mezzo su cui viaggeranno e chi si occuperà del trasporto. Ricevuta la comunicazione, nei giorni seguenti il Questore vi apporrà il cosiddetto “Visto, si autorizza” e da tale data l’interessato avrà 90 giorni di tempo (nella prassi solitamente è questa la validità che le Questure conferiscono all’ATA) per movimentare le armi.

Circa l’eventuale apposizione della marca da bollo, si specifica che tale incombente è in via generale previsto dal D.P.R. n. 642/1972, il quale dispone l’obbligo di pagamento dell’imposta di bollo (apposizione della marca da bollo) ogni qual volta il privato presenti alla P.A. un’istanza volta ad ottenere il rilascio di un provvedimento amministrativo (licenza, autorizzazione, certificazione, decisione a seguito di ricorso, copia di un atto). Sul tema è intervenuta la Circolare Ministero dell’Interno nr. 12206/559/C.22310-10171(3) del 27.06.1998, la quale ha esonerato il cittadino dall’incombenza del pagamento dell’imposta di bollo nel caso di presentazione della denuncia di detenzione armi, chiarendo che nel caso di specie si tratta di presentazione da parte del privato di una mera dichiarazione e non di un’istanza: ai sensi del su citato D.P.R., solo le istanze sono soggette al pagamento dell’imposta di bollo, non anche le mere comunicazioni o dichiarazioni, che implicano solo una presa d’atto da parte dell’ufficio e non una vera e propria lavorazione della pratica. La maggior parte delle Questure in Italia applica ormai da tempo la circolare del 1998 anche all’Avviso Trasporto Armi, trattandosi appunto di un atto del cittadino che richiede solo una presa d’atto da parte della Questura e non l’emanazione di un provvedimento amministrativo: l’avviso trasporto armi è infatti costituito da una comunicazione, come ben specificato dall’art. 34 TULPS.

Da ultimo, è necessario, entro le 72 ore dallo spostamento, sia rieffettuare la denuncia di tutte le armi in proprio possesso presso l’ufficio competente per il nuovo luogo di detenzione delle armi sia dare comunicazione, dell’avvenuto spostamento, al precedente ufficio ove erano state denunciate le armi. Tali adempimenti possono essere compiuti recandosi personalmente o inoltrando una pec (art. 38 TULPS e art. 58 Reg. TULPS).

Avv. Adele Morelli

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